Filemone

    Mentre Paolo si trovava prigioniero a Roma la prima volta, scrisse quattro epistole canoniche. Una di queste fu quella indirizzata principalmente a Filemone, quantunque nei due primi versetti siano nominate altre due persone e la chiesa o congregazione che si radunava in casa di Filemone. Fu evidentemente scritta verso la fine dei due anni di prigionia a Roma (59-61), e affidata a Tichico e Onesimo, i quali probabilmente a Efeso consegnarono la lettera agli Efesini e proseguirono per Colosse per consegnare la lettera ai Colossesi e questa breve epistola a Filemone. Filemone dimorava a Colosse. Generalmente si considera che il versetto 19 indichi che Filemone era diventato cristiano per merito dell’attività di predicazione dell’apostolo Paolo. - Vedi Colossesi 4:7-9, 17; Filemone 2,10-12.
    Dopo i consueti saluti e un’espressione di apprezzamento per l’amore che Filemone aveva manifestato verso i suoi conservi cristiani (1-7), Paolo giunge al principale scopo della sua lettera. Onesimo, uno schiavo, era per qualche motivo fuggito da Filemone, suo padrone. Il fuggiasco era giunto a Roma. Mentre vi si trovava incontrò Paolo che era prigioniero e col tempo credette al vangelo che Paolo predicava continuamente. Perciò Paolo scrisse a Filemone: “Ti esorto riguardo al mio figlio, per il quale divenni un padre mentre ero in catene, Onesimo”. (vers. 10) Onesimo era zelante e sembra che abbia reso considerevoli servizi a Paolo nel predicare il vangelo a Roma, ma Paolo lo rimandò al suo padrone affinché il male fatto nel fuggire fosse rimediato generosamente e spontaneamente da Filemone. L’apostolo dice a Filemone di accogliere Onesimo non come servo ma come fratello nel Signore. E se ti ha fatto qualche torto o ti deve qualche cosa, dice Paolo, addebitalo a me. Dato che era stato Paolo ad annunciare a Filemone la gloriosa luce del vangelo, si può facilmente ritenere che Filemone dovesse molto all’apostolo. Paolo ha fiducia che il generoso colossese farà tutto ciò che gli viene chiesto e anche di più. Concludendo, Paolo esprime la speranza di poter presto fare una visita a Filemone e dimorare presso di lui per qualche tempo, e i saluti dei compagni di Paolo a Roma sono trasmessi dall’apostolo a Filemone e ad altri.

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