Colossesi

    Fino al tempo in cui scrisse la sua lettera, Paolo non aveva predicato personalmente agli abitanti di Colosse, città che si trovava nella provincia dell’Asia in Asia Minore. (Col. 2:1) Pare che uno dei primi, se non proprio il primo, a proclamarvi il vangelo fosse Epafra. (1:7) È possibilissimo che la congregazione di Colosse sia stata fondata da quel conservo di Paolo durante i tre anni in cui l’apostolo dimorò a Efeso nel corso del suo terzo giro di predicazione. Comunque, Paolo, mentre è in catene a Roma al tempo della sua prima reclusione, riceve notizie della congregazione cristiana di Colosse con la venuta di Epafra. (1:8; 4:3, 10, 18) Il rapporto di questo messaggero induce Paolo a scrivere la sua epistola ai Colossesi. Fu in questo stesso tempo, verso la fine del secondo anno di prigionia a Roma, che egli scrisse la sua epistola a Filemone e agli Efesini. Tutt’e tre furono probabilmente portate da Tichico, il quale era accompagnato da Onesimo. (4:7-9; Filem. 10-12) I viaggiatori potevano passare per Efeso in viaggio verso Colosse, consegnare agli Efesini la loro lettera, e continuare il loro viaggio verso Colosse per consegnare le altre due epistole. Il conservo di Paolo Fi-lemone era residente a Colosse.
    Paolo unisce a sé il suo giovane collaboratore Timoteo come mittente di questa epistola ai Colossesi. Si rallegra della fede, amore e produttività della congregazione di testimoni di Colosse e prega che essi possano crescere in conoscenza e in buone opere. Egli ragiona sulla dottrina. La redenzione viene mediante il sangue di Cristo; Cristo è identificato come il “primogenito di tutta la creazione”, poiché è lo strumento usato da Geova Dio per dare esistenza a tutte le altre creazioni. Inoltre, Egli è il capo del corpo, la sua chiesa, ed è il primo che fu risuscitato come creatura spirituale. È in virtù della sua funzione di Riconciliatore che gli uomini una volta lontani da Dio sono oggi introdotti in intima relazione familiare con il Creatore. Paolo richiama quindi l’attenzione dei Colossesi sul proprio ministero ed esprime la sua allegrezza per il privilegio di completare le rimanenti afflizioni di Cristo per amore del corpo. (1:1-29).
    Nel secondo capitolo fa alcune esortazioni. Ammonisce di non lasciarsi sedurre dalle parole ingannatrici della vana sapienza umana e ricorda che in Geova Dio e in Cristo Gesù “sono nascosti tutti i tesori di sapienza e conoscenza”. Perciò siate radicati ed edificati e confermati nella verità che viene da Loro, e “badate: forse ci può essere qualcuno che vi porterà via come sua preda con la filosofia e un vano inganno secondo la tradizione degli uomini, secondo le cose elementari del mondo e non secondo Cristo”. Paolo assicura quindi che i precetti dell’antico patto della legge sono stati cancellati in Cristo Gesù, adempiuti e terminati da Lui e inchiodati al palo. Perciò l’osservanza di giorni o di feste e altre ombre di cose che dovevano venire è ora cosa del passato; in Cristo i seguaci sono affrancati dai precetti della legge e sono morti a questo mondo e alle sue ostentate opere della carne. (2:1-23).
    È ora tempo di porre affezione alle cose di sopra; non c’è più tempo di proseguire nella vecchia condotta con questo mondo empio e impuro. Facendo morire l’uomo vecchio in quanto alla corruzione, il Cristiano deve rivestire l’uomo nuovo e diventare vivo per quanto concerne tenera compassione, benignità, umiltà, dolcezza, longanimità, perdono, amore e pace. Allora vi sarà unità, indipendentemente dalla nazionalità. Tutti avanzeranno nel servizio del Regno. (3:1-17) Egli dà quindi consigli nell’interesse della pace e dell’armonia domestica; riepiloga i doveri delle mogli, dei mariti, dei figli, dei genitori, dei servi e dei padroni. (3:18-4:1) Dopo aver esortato i Colossesi ad approfittare delle opportunità e a parlare sempre con grazia nel rispondere alle domande oneste di tutti gli uomini, Paolo conclude la sua epistola trattando diverse cose personali. Egli ordina che questa epistola sia letta alla congregazione di Laodicea, e che quella mandata ai Laodicesi sia letta alla congregazione di Colosse. (4:2-18).

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