Galati

    L’apostolo Paolo scrisse di propria mano la lettera alle chiese della Galazia, e mentre il suo cuore traboccava di emozione. Egli aveva motivo di essere stimolato e ispirato a scrivere una delle sue più energiche e veementi epistole. Giudei cristiani erano venuti in Galazia dopo che l’apostolo Paolo vi aveva compiuto la sua opera di predicazione, e avevano seminato insegnamenti così contraddittori che Paolo accusò i Galati di essersi sviati con un vangelo diverso da quello di Cristo. Il vigoroso combattente per la verità e zelante apostolo, che faceva opera di pioniere fra le nazioni dei Gentili, non cedette supinamente permettendo che i convertiti cristiani della Galazia fossero trascinati in schia-vitù. Egli colpì rapidamente e severamente per sconfiggere gli argomenti servili dei Giudei cristianizzati che si opponevano ostinatamente a sostituire la legge di Mosè con la grazia. Per prima cosa la sua effi-cace lettera di confutazione con solidi argomenti sconfiggeva i ragionamenti di coloro che si attenevano strettamente alla legge; e questo attacco demolitore fu seguito dallo stesso apostolo Paolo che si recò nel campo di servizio della Galazia.
    Paolo aveva l’abitudine, a differenza di Luca, di usare le designazioni delle province romane. Studi recenti sull’organizzazione provinciale dell’Impero Romano mostrano che la Licaonia era annessa alla Galazia nell’amministrazione provinciale. Perciò il termine “chiese della Galazia” comprendeva le città della Licaonia, come Iconio, Listra e Derba, visitate da Paolo nel suo primo viaggio missionario. Senza dubbio egli rivisitò queste chiese della Galazia durante il suo secondo giro, terminato verso l’anno 51 d. C. Il peso dell’evidenza sembra favorire l’opinione che sia stato in quel tempo, e da Antiochia di Siria, che Paolo scrisse di propria mano la lettera ai Galati che così a proposito smaschera la falsa posizione dei giudaizzanti. Eccone la prova:
    Nella sua lettera ai Galati Paolo ricorda che tre anni dopo la sua conversione egli salì a Gerusalemme, e parla di un altro viaggio a Gerusalemme quattordici anni più tardi. (1:18; 2:1) Come accade sovente nelle Scritture, questi periodi di tempo sembrano comprendere il primo e l’ultimo anno del periodo. Perciò se la conversione di Paolo avvenne verso l’anno 34 d. C., il viaggio a Gerusalemme nel terzo anno dev’essere avvenuto nel 36 d. C., e quello compiuto quattordici anni più tardi dev’essere avvenuto nel 49 d. C. Questo fu probabilmente l’anno del concilio di Gerusalemme che considerò la circoncisione dei Gentili. (Atti 15:1-31) Questo concilio fu abbastanza importante da costituire una data storica.
    Inoltre, dato che la circoncisione sembrava l’iniziale esigenza dei giudaizzanti, e dato che questo insegnamento era la causa fondamentale che aveva suscitato confusione nelle congregazioni della Galazia, il concilio di Gerusalemme che decideva tale questione sarebbe quello a cui l’apostolo poteva ben riferirsi. L’espressione “alcuni altri di loro” che andarono con Paolo e Barnaba al concilio poteva includere Tito, menzionato da Paolo ai Galati. (Atti 15:2) Poco dopo il concilio Paolo cominciò il suo secondo giro, comunicando alle chiese dei Gentili le decisioni di questo concilio apostolico. (Atti 16:1-5) Senza dubbio egli comunicò ai Galati queste decisioni che assicuravano ai Gentili la libertà cristiana dalla vecchia legge giudaica, rafforzandoli ancor più nella fede. Durante questo secondo giro Paolo attraversò la Galazia verso l’anno 49 d. C., giunse a Corinto, ne ripartì verso il 51 d. C., e poco dopo ritornò ad Antiochia di Siria. È presumibile che ad Antiochia abbia avuto notizie dell’instabilità delle chiese galate, che erano ‘così presto allontanate’ dal vangelo e dalle decisioni presentate due anni prima. (1:6) Naturalmente, egli può aver avuto notizia dell’allontanamento dei Galati mentre era ancora a Corinto, o durante la breve sosta ad Efeso, e poteva aver scritto l’epistola ai Galati da una di quelle località; ma il modo di trasmettere le notizie cristiane era molto più sviluppato dalla Galazia fino ad Antiochia di Siria. Comunque, l’anno più probabile in cui fu scritta l’epistola ai Galati rimane lo stesso il 51 d. C.
    Esaminando il contenuto stesso della lettera, risulta che Paolo fa notare ai Galati la purezza del vangelo che predicò loro, che non lo ricevette dall’uomo, ma gli fu insegnato dalla rivelazione di Gesù Cristo. Ricorda loro la devozione che ebbe un tempo per il giudaismo e per le tradizioni e la sua persecuzione dei veri Cristiani; ma quando il vangelo gli è rivelato e viene nominato da Cristo “apostolo dei Gentili” egli accetta questa ordinazione divina, non si consiglia con gli altri apostoli a Gerusalemme o con qualsiasi altro uomo, ma predica in Arabia e a Damasco prima di andare a Gerusalemme. Poi evangelizzò in Siria e in Cilicia. Egli abbandonò completamente il giudaismo con i suoi riti. (1:1-24).
    Il secondo capitolo narra il viaggio a Gerusalemme con Barnaba e Tito. L’enumerazione delle potenti opere di Dio compiute fra i Gentili mediante l’apostolato di Paolo convinse il corpo governante di Gerusalemme della sua ordinazione divina quale apostolo dei Gentili. Paolo non cercò di piacere agli uomini, non ebbe timore degli uomini, e resistette perfino a Pietro in un’occasione in cui quest’ultimo sembrava accondiscendere ai pregiudizi del giudaismo. Egli attacca quindi vigorosamente la favola che l’uomo possa essere giustificato dalle opere della legge. Se ciò fosse vero, non vi sarebbe stato bisogno che Cristo Gesù morisse come riscatto. Ma la giustificazione per la vita non viene dalla legge, bensì dalla fede in Cristo Gesù; quelli che sono in Cristo non devono tornare alla legge e alle sue opere morte e in tal modo annullare la grazia di Dio fatta pervenire alle creature mediante Cristo.
    Paolo si slancia quindi in una franca trattazione della giustificazione. Questa viene mediante la fede, non mediante la legge. Abrahamo fu considerato giusto per la sua fede. Questo avvenne prima che fosse data la legge. Quando venne la legge agì come una maledizione poiché mostrò agli Israeliti che erano peccatori e meritevoli di morte. Cristo li riscattò da quella maledizione adempiendo la legge e quindi ponendovi fine, e aprì per loro le più ampie opportunità di benedizione mediante la Progenie promessa ad Abrahamo il quale, per la sua fede in quella Progenie, fu considerato giusto. La legge data sul Sinai 430 anni dopo la promessa abrahamica non annullò la promessa; la legge doveva servire come pedagogo per condurre gli Israeliti al Messia Cristo, e fece proprio questo per un rimanente dell’Israele carnale. Ma ora che Cristo è venuto la legge è compiuta e sia i Giudei che i Gentili sono sotto la promessa. (3:1-29) Mediante Cristo i Galati ricevettero lo spirito che li generava come figli di Dio; non dovevano tornare alle opere morte della legge scaduta. Egli rafforza il suo argomento con l’allegoria di Sara, moglie libera di Abrahamo, e della schiava Agar, e l’essenza di ciò è che i Cristiani sono figli della libera (la Gerusalemme di sopra) mediante la promessa, e non figli di schiavitù sotto la legge. (4:1-31).
    L’apostolo quindi esclama: “Per tale libertà Cristo ci ha liberati. State dunque saldi, e non vi lasciate confinare di nuovo sotto un giogo di schiavitù [la legge]”. (5:1) Se siete circoncisi siete debitori verso tutta la legge; avete rinunciato alla grazia, così sostiene Paolo. Egli quindi esorta i Galati a camminare nello spirito e a portare frutti dello spirito, e ad evitare di camminare nella carne portando i frutti che causano la morte. (5:2-26) Nell’ultimo capitolo Paolo esorta i Galati ad aiutarsi a vicenda con spirito d’amore; nondimeno, nell’opera e nell’integrità ciascuno porti il proprio peso e alla fine mieterà quello che avrà seminato. Seminate per lo spirito, e tenete presente che quelli che esigono la circoncisione e l’osservanza della legge cercano solo di far bella mostra di sé nella carne.

Utilizziamo i cookie per offrirvi una migliore esperienza online e per migliorare questo sito. Continuando a utilizzare questo sito, acconsentite all'uso dei cookie.
Per saperne di più sui cookie, consultare la sezione Politica dei cookie, compresa la possibilità di ritirare l'accordo.