Abdia

    Il libro di Abdia è il più breve delle Scritture Ebraiche. È troppo breve per giustificare una divisione in capitoli, ma è semplicemente diviso in ventuno versetti. Le prime parole, che costituiscono una spe-cie di titolo per il libro, nominano il profeta di cui Geova si servì per pronunciare e registrare le sue profezie: “Visione di Abdia”. E con questa netta dichiarazione termina ogni attendibile informazione circa Abdia. Il suo nome significa “servitore di Jah”. V’è un certo numero di altri personaggi biblici chiamati in tal modo, ma nessuno è identico a questo, che è elencato come il quarto dei profeti minori. Fin dalla più remota antichità v’è gran numero di opinioni sull’identità di Abdia, ma la stessa diversità tra loro e le notevoli discordanze sono la più chiara prova della loro inconsistenza. Comunque, ciò che conta non è l’identificazione dell’individuo, ma la profezia che Geova gli fece pronunciare e scrivere.
    Quando si tenta di determinare il tempo in cui Abdia visse e scrisse sorge ulteriore incertezza. Le Scritture non indicano esattamente il tempo, ma dal contenuto del libro stesso appare molto probabile che fosse scritto poco dopo la resa a Babilonia di Gerusalemme. Nella sua profezia di rovina contro Edom, Abdia rammentò loro il tempo in cui avevano assistito, rallegrandosene, alla caduta di Gerusalemme e alla deportazione di tutti i suoi abitanti in cattività. Inoltre, avevano preso parte al sac-cheggio delle sostanze dei Giudei e tagliato la strada a quelli che fuggivano. (Abdia 11-14; si veda anche Salmo 137:7; Lamentazioni 4:21, 22; Ezechiele 35:1-15) Abdia potrebbe essersi riferito ad avvenimenti che accaddero al tempo della cattività babilonese nel 607 a. C., e poi aver predetto la rovina che attendeva Edom, e che più tardi piombò sopra l’Edom tipico in maniera così letterale che quella nazione scomparve per sempre. Vi è notevole analogia tra le parole di Abdia nei versetti 1-9 e quelle di Geremia 49:7-22. È senz’altro possibile che verso lo stesso periodo di tempo Geova abbia doppiamente assicurato della fine di Edom per bocca di questi due testimoni.
    Il libro di Abdia è una continua accusa contro Edom e un messaggio di giudizio che dichiara la sua totale distruzione. Da Geova proviene l’invito a radunarsi: “Levatevi! Leviamoci contro Edom a combattere!” Benché contro Edom siano chiamati i pagani, è chiaro che Geova è colui che provvede perché esso sia abbassato fin nella polvere della terra. Il suo orgoglio l’ha soltanto ingannato lasciandogli credere che la sua esaltata dimora sia un luogo d’irraggiungibile altezza e sicurezza. Geova scoprirà le sue iniquità lungamente celate e lo distruggerà finché non ne rimanga alcuna traccia! I suoi precedenti alleati si volgeranno contro di lui. La presunta saggezza dei suoi savi e la forza dei suoi prodi danno luogo alla costernazione; il massacro si estende su tutto il monte d’Esaù finché non vi rimane alcun abitante. La calamità è grande! (1-9).
    I versetti 10-16 ne dicono il perché. “A cagione della violenza fatta al tuo fratello Giacobbe, tu sarai coperto d’onta e sarai sterminato per sempre”. Indi il profeta ricorda come gli Edomiti avessero promosso l’afflizione sopra Giuda e Gerusalemme nel giorno della cattività, come è stato menzionato precedentemente in questa lezione. La giustizia retributiva di Geova li condurrà alla loro eterna fine. Gli ultimi cinque versetti contrappongono alla visione della triste fine di Edom la profezia delle glorie future che verranno sopra la casa di Giacobbe. In contrasto con la desolazione di Edom, un ritorno dalla cattività e il rientro in possesso delle terre sono previsti per la casa di Giacobbe. Dei salvatori appariranno sul Monte Sion e “il regno sarà dell’Eterno”.
    La profezia di Abdia fu adempiuta letteralmente su piccola scala. Prova di ciò è la capitale di Edom, Petra, città scavata nella roccia viva. Essa è oggi un disabitato rudere del lontano passato. Il tipico Edom è stato distrutto per sempre. Il suo sterminio cominciò con l’invasione dell’esercito di Nabucodonosor, circa cinque anni dopo la caduta di Gerusalemme. L’adempimento maggiore di questa profezia è in corso in questi “ultimi giorni” contro l’Edom antitipico e si avvicina decisamente al suo culmine. Tutto questo prova la canonicità del libro di Abdia.

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