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LA FORMAZIONE DEL LIBRO DELLA LIBERTÀ
“SCRIVITI queste parole, poiché sulla base di queste parole concludo un patto con te e con Israele”. Così comandò ancora una volta Geova Dio a Mosè, quando questi era con Dio sul Monte Sinai e Geova gli consegnò le leggi, i comandamenti e gli ordini del Suo santo patto concluso con la nazione d’Israele. - Esodo 34:27. Quando l’Onnisciente Dio diede questo comando di scrivere, Egli aveva in mente i nostri giorni pieni di inquietudine, quando l’umanità ha veramente bisogno di guida e di una speranza reale. “E tutto ciò che fu scritto in precedenza, fu scritto per nostra istruzione, affinché mediante la perseveranza e mediante la consolazione che danno le Scritture avessimo speranza”. (Romani 15:4) Riguardo agli avvenimenti nella storia del popolo del patto di Dio, è dichiarato sotto ispirazione: “Queste cose accaddero loro come esempi [o tipi] e furono scritte per nostra istruzione, sui quali è giunta la fine del mondo”. - 1 Corinti 10:11.
La scrittura del libro della libertà, il libro della verità, la Bibbia, non fu lasciata alla discrezione di qualche storico mondano. Essa fu scritta per comando di Geova Dio dato ai Suoi servitori devoti, che erano uomini liberi di Dio e sottomessi alla Sua guida. Mosè è il primo, secondo il racconto, che ricevette il comando divino di fare un resoconto scritto sacro degli scopi e delle opere di Dio. Il Dio Onnipotente conosce la formazione e la debolezza della memoria dell’uomo, e conosce anche lo scopo del Diavolo di distruggere il racconto, falsificarlo e cancellarlo dalla mente degli uomini. Perciò, Dio non lasciò che l’educazione del popolo fosse sottoposta al processo della tradizione e al potere dei capi religiosi, ma fece scrivere un resoconto fedele per la lettura e la consultazione, affinché i fatti e gli insegnamenti veri potessero essere esaminati. Poiché Egli comandò che il resoconto fosse scritto specialmente per coloro che hanno bisogno di informazioni vitali nella peggiore crisi delle nazioni alla fine del mondo, il Dio Onnipotente custodirà le Sacre Scritture e farà in modo che siano preservate finché sarà necessario, nonostante tutti gli sforzi di coloro che odiano la libertà per distruggerle e mantenere l’umanità nell’ignoranza. “La parola del Signore rimane per sempre. E questa è la parola che vi è stata predicata mediante l’evangelo”. - 1 Pietro 1:25; Isaia 40:8.
La prima menzione di un libro viene fatta in Genesi 5:1, che dichiara: “Questo è il libro delle generazioni di Adamo”. Se in quel lontano passato venivano fatti e conservati resoconti scritti non viene indicato, poiché la prima scrittura e lettura è menzionata al tempo di Mosè, quando Dio lo autorizzò a scrivere. È quindi ragionevole che da Adamo fino a Mosè il resoconto fosse trasmesso mediante la tradizione orale, di generazione in generazione. Una prova a questo scopo è la dichiarazione di Dio riguardo ad Abraamo: “Poiché Io lo conosco e so che comanderà ai suoi figli e alla sua casa dopo di lui di osservare la via di GEOVA, facendo ciò che è giusto e buono, affinché GEOVA adempia verso Abraamo ciò che gli ha promesso”. - Genesi 18:19. Il Dio Onnipotente, nel quale non c’è menzogna, poteva fare in modo che il resoconto orale, o tradizione, fosse memorizzato correttamente e trasmesso lungo la linea degli uomini menzionati sopra. Questo Dio lo fece mediante il Suo spirito o forza invisibile, “lo spirito della verità”, che opera affinché abbiamo “la consolazione che danno le Scritture”. Gesù disse riguardo allo “spirito della verità”, il “consolatore”, e riguardo all’aiuto che esso dà alla memoria: “Ma il consolatore, cioè lo spirito santo, che il Padre manderà nel Mio nome, vi insegnerà tutte le cose e vi farà ricordare tutto ciò che vi ho detto”. - Giovanni 14:17, 26, Emphatic Diaglott.
Riguardo all’azione della potenza o dello spirito invisibile di Dio su di loro, per fare un resoconto corretto, è scritto: “Nessuna profezia fu mai portata mediante la volontà dell’uomo, ma gli uomini parlarono da Dio mentre erano mossi dallo spirito santo”. (2 Pietro 1:21, A.R.V.) Al più tardi con Mosè, Dio pose fine alla tradizione orale, quando gli comandò di scrivere. Perciò, con Mosè inizia la formazione della Bibbia scritta. Mosè scrisse la sua parte della Bibbia nella lingua indicata da Dio. Era la lingua nella quale Dio aveva scritto i Dieci Comandamenti sulle tavole di pietra, vale a dire la lingua ebraica. - Esodo 24:12; 31:18.
Come Geova comandò la scrittura delle canoniche Scritture Ebraiche, così comandò anche la scrittura delle Sacre Scritture in greco da parte degli apostoli e dei discepoli di Gesù Cristo. Con Giovanni, la scrittura dei libri ispirati o canonici delle Scritture in lingua greca terminò. Con questo, il canone (le Scritture autorevoli) fu completato, non solo quello delle Scritture Greche, ma anche quello dell’intera Bibbia. Prima di tutto, i sessantasei libri furono scritti su rotoli di pelle fine o su papiro. Essendo scritte a mano e non stampate, queste copie sono chiamate manoscritti, che significa scritto a mano. Nessuno degli scritti originali autografi di questi scribi ispirati da Dio esiste più oggi, ma il Grande Autore della “scrittura della verità” si preoccupò che fossero fatte copie in stretta armonia con gli originali. Gli ebrei ebbero la massima cura nella copia fedele e nella conservazione delle Scritture Ebraiche. Copie fedeli di queste sono sopravvissute fino ai nostri giorni, sebbene le crociate e l’Inquisizione romano-cattolica abbiano distrutto e fatto distruggere innumerevoli copie della Parola di Dio in ebraico. Invano questo sforzo! “In verità, il popolo è come l’erba: L’erba si secca, il fiore cade; ma la parola del nostro Dio rimane in eterno”, nonostante tutta la furia religiosa per distruggerla. - Isaia 40:7, 8.
Non solo furono fatte molte copie degli scritti greci degli apostoli e dei discepoli ispirati di Cristo, ma furono fatte anche molte traduzioni di questi in altre lingue, in armonia con il comando di Gesù: “Andate e fate discepoli di tutte le nazioni,... insegnando loro a osservare tutte le cose che vi ho comandato”. “E mi sarete testimoni in Gerusalemme, in tutta la Giudea, in Samaria e fino alle estremità della terra”. (Matteo 28:19, 20; Atti 1:8) Le traduzioni delle Sacre Scritture dall’ebraico e dal greco in diverse lingue sono chiamate versioni. La produzione di copie manoscritte delle Scritture nella lingua originale, come pure di versioni o traduzioni di esse, continuò fino verso la metà del XV secolo, quando fu inventata la stampa a caratteri mobili.
I cristiani furono i primi a specializzarsi nella produzione di manoscritti sotto forma di libro, con pagine e copertine, come questo libro che hai in mano, e non in rotoli. Un tale libro manoscritto è chiamato codice. Nell’ultima metà del IV secolo dopo Cristo fu scritto un tale codice, conosciuto oggi come Manoscritto Vaticano n. 1209. Ci sono prove che fu scritto in Egitto. Nel corso del tempo, giunse nella biblioteca del Vaticano, a Roma, dove per la prima volta compare nel catalogo dei libri della biblioteca nell’anno 1481. In origine conteneva, - in greco, non in latino - l’intera Bibbia, ma ne andarono perdute parti, compreso l’ultimo libro, Rivelazione o Apocalisse. Esso non includeva nessuno degli allora già inautentici libri dei Maccabei e ha tre colonne per pagina.
Il Vaticano rifiutò per molto tempo ai ricercatori della Bibbia, per esempio al conte Tischendorf, di dare anche solo una breve occhiata a questo Manoscritto Vaticano n. 1209. Infine, nel 1868, le autorità papali pubblicarono un’edizione del cosiddetto “Nuovo Testamento”, parte del Manoscritto, alla quale seguirono negli anni successivi volumi contenenti il cosiddetto “Vecchio Testamento”. Nel 1889-1890, tutte le pubblicazioni fino ad allora furono sostenute da un facsimile dell’intero manoscritto originale.
Il secondo per importanza, dopo il Manoscritto Vaticano n. 1209, è un altro scritto nel IV secolo, il Manoscritto Sinaitico. Fu trovato nel monastero greco-cattolico del monte Sinai, in Arabia, dal conte Tischendorf, nel 1859, e si trova, dal 1933, nel Museo Britannico di Londra. Questo è in greco e in origine conteneva l’intera Bibbia, della quale il “Nuovo Testamento” è praticamente completo, compresa Rivelazione o Apocalisse, quattro colonne per pagina.
Il manoscritto successivo per importanza è il Manoscritto Alessandrino, scritto nel V secolo, in Egitto. Il patriarca greco-cattolico Cirillo Lucar, che lo portò da Alessandria a Costantinopoli (Istanbul) nel 1621, lo presentò al Re Giacomo I d’Inghilterra, il monarca che fece stampare la Versione Re Giacomo (King James Version) della Bibbia inglese. Il manoscritto fu in realtà ricevuto dal Re Carlo I nel 1627, poiché il Re Giacomo era morto prima di ricevere questo dono. Si trova nel Museo Britannico. Esso conteneva un tempo l’intera Bibbia in greco.
Nell’anno 382 d.C., Eusebio Girolamo iniziò la revisione delle antiche versioni latine della Bibbia. Dapprima si mise a tradurre dal testo originale greco e dalla Versione Greca Settanta, ma alla fine tornò anche al testo originale ebraico. La versione latina che Girolamo fece e che da allora fu riveduta, è chiamata “Latina Vulgata”. Quando fu inventata la stampa, nel XV secolo, questa Bibbia Latina fu quella affidata per prima alla stampa, a Magonza, in Germania, nell’anno 1456, dando origine all’edizione di Gutenberg, conosciuta come “Bibbia Mazarin”.
John Wycliffe fu il primo a tradurre la Bibbia in inglese, negli anni 1382-1384. Questa era scritta a mano. La prima Bibbia inglese completa mai stampata fu quella di Myles Coverdale, nell’anno 1535, che includeva il lavoro fatto fino ad allora da William Tyndale, a quel tempo in prigione in attesa di essere giustiziato dall’Inquisizione romano-cattolica. Seguirono altre traduzioni della Bibbia in inglese, ma quella che si dimostrò più popolare è la Versione King James, o Versione Autorizzata, pubblicata nel 1611. La Versione Cattolica Douay, in inglese, fu completata e pubblicata per la prima volta nell’anno 1610.
All’inizio del XIX secolo, cominciarono a formarsi le società bibliche inglesi: la Società Biblica Britannica e Forestiera e la Società Biblica di New York nel 1804, la Società Biblica di Filadelfia nel 1808 e la Società Biblica Americana nel 1816. Nel 1884, fu registrata legalmente la Watch Tower Bible and Tract Society (Società Biblica e Trattati Torre di Guardia), ma la rivista La Torre di Guardia era già stata pubblicata a partire dal luglio 1879. La Società Watch Tower distribuì inoltre Bibbie e un sussidio biblico intitolato “The Emphatic Diaglott”, di Benjamin Wilson, dal quale furono in seguito acquistate le matrici e il diritto di pubblicazione della Diaglott.
Diaglott contiene il testo greco originale, dal Vangelo secondo Matteo fino a Rivelazione, che è conforme al testo riveduto o alla recensione del dott. J. J. Griesbach. Le righe in greco sono intervallate da una traduzione inglese che segue il testo greco parola per parola. Alla sua destra vi è una colonna che contiene una nuova traduzione con segni di enfasi, in un inglese fluente. (Vedi il facsimile nel capitolo III). Questa traduzione inglese enfatizzata, fatta dall’autore di The Emphatic Diaglott, non segue in modo strettamente o esclusivamente il testo greco del dott. Griesbach, ma piuttosto il testo più antico del Manoscritto Vaticano n. 1209, il più antico e più prezioso manoscritto esistente, che non era stato pubblicato ai tempi del dott. Griesbach. Dove il Manoscritto Vaticano n. 1209 presenta lacune, Diaglott segue il manoscritto Vaticano n. 1160 e quello Alessandrino. Nel 1942, l’edizione Watchtower della Bibbia cominciò a essere pubblicata (in inglese). Questa edizione è la favorita Versione King James della Bibbia immutata, ma con speciali sussidi per gli studenti.
Dal racconto sopra riportato, la pretesa blasfema dei religiosi si dimostra infondata e folle, vale a dire: “Se non fosse esistita l’organizzazione religiosa romano-cattolica, oggi i cristiani non avrebbero la Bibbia, perché l’organizzazione romano-cattolica fu fatta da Dio depositaria della verità e custode di essa”. Questa pretesa immaginaria non solo contraddice i fatti, ma sottrae il merito a Dio, che è l’Autore della Santa Bibbia e che non dipende da nessun uomo o gruppo di uomini per la sua conservazione. Egli ha preservato la Sua Parola scritta e ha fatto in modo che fosse diffusa in tutto il mondo, nonostante l’opposizione e gli sforzi distruttivi di tutti i religiosi.